Ultimo Consiglio dell’anno e ultimi scontri. Il tema più rilevane all’ordine del giorno è una mozione proposta dalla maggioranza in favore della realizzazione dell’autostrada Broni-Mortara.
Com’è noto la giunta leghista di Mortara ha approvato una mozione analoga e ha chiesto agli altri Comuni interessati di pronunciarsi a favore dell’autostrada per contrastare l’Amministrazione Provinciale che ha definito l’opera non di interesse prioritario.
Il capogruppo della lista Vivi Castello, Alessandro Ciarlo, ha sostenuto di non essere convinto della bontà degli argomenti a favore della nuova autostrada; sulla base della relazione firmata da Infrastrutture Lombarde (organo della Regione Lombardia) e da Sabrom (società incaricata della realizzazione dell’opera) sulla interazione con il comparto risicolo della Lomellina – fonte certamente non imputabile di preconcetta opposizione all’autostrada – ha ricordato i danni che l’opera comporterebbe per il comparto risicolo, per le 218 aziende “interferite” e per le 154 “separate”, cioè attraversate dall’autostrada. E’ da rilevare che la struttura produttiva e del territorio è tale da richiedere, nella sola Lomellina, ben 54 attraversamenti stradali (uno ogni 750 metri!) e 580 attraversamenti di corsi d’acqua (uno ogni 90 metri!) dell’autostrada. Ha ricordato altresì che l’opera verrebbe realizzata in rilevato, cioè 2.50 m al di sopra del piano stradale, richiedendo migliaia di tonnellate di materiale di riempimento che , nella migliore delle ipotesi (lo scandalo della Bre-Be-Mi insegna), verranno da innumerevoli cave realizzate sempre in Lomellina con ulteriore sottrazione di terreno agricolo prezioso.
Secondo Ciarlo, la realizzazione di quest’opera, associata “agli effetti destrutturanti derivanti dal pullulare di iniziative autorizzate dai singoli Comuni” (verbatim dal documento citato sopra), finirà per stravolgere la natura del territorio lomellino, già sotto attacco da parte di centrali, inceneritori e discariche varie, ben al di là degli effetti derivanti dai 1000 ettari direttamente sottratti all’attività agricola.
Più sfumata la posizione del consigliere di minoranza Giuseppe Zucca che, pur condividendo in gran parte le argomentazioni del capogruppo, ha articolato il suo intervento sull’inopportunità di prevedere cinque caselli autostradali nell’arco di poco più di 20 chilometri (Gropello, Garlasco, Tromello, Mortara e Castello d’Agogna), in particolare per quanto riguarda gli ultimi due con il casello/svincolo di Castello che, posto fra l’Agogna e la Cascina Porra, impegnerà uno spazio di poco inferiore all’intero abitato del paese.
Il consigliere di minoranza Piermario Pizzochero ha dal canto suo rimarcato la stranezza di una mozione su questo argomento quando mai una parola viene spesa in Consiglio Comunale sui problemi di viabilità e trasporti pubblici, soprattutto per quanto riguarda i pendolari, e l’incongruenza di continuare a investire sul trasporto su gomma anziché su quello su ferro. Peggio, si investe sulle ferrovie e poi le si chiude, come è successo con la Milano-Casale Monferrato, dove si sono spesi 40 milioni di euro inutilmente.
Per la maggioranza, a difesa della mozione, sono intervenuti il Sindaco Antonello Grivel, il Vice Sindaco Fiorenzo Salvato e l’Assessore Marco Castoldi; gli argomenti: l’autostrada porterà sviluppo e occupazione e inoltre la sua realizzazione a questo punto è certa. Al’obbiezione squisitamente politica posta da Pizzochero e cioè: perché questa procedura irrituale di presentare una mozione da parte della maggioranza su questo tema, nessuno ha ritenuto di rispondere.
La mozione è stata approvata con i voti della maggioranza e del consigliere della lista Vivi Castello Marco Dellatorre. Il consigliere del Gruppo Misto Giorgio Moscardini si è astenuto.