TARSU 2005: arrivate le richieste formali di pagamento

gennaio 11th, 2010 Articolo scritto da admin

Nei giorni scorsi sono state notificate, a chi non aveva provveduto al pagamento degli avvisi bonari della TARSU 2005 inviati in estate, le richieste formali di pagamento. Come avevamo annunciato, nei nuovi avvisi non sono riportati né sanzioni né interessi di mora per ritardato pagamento; inoltre il Comune, provvedendo alla notifica direttamente tramite personale comunale, non ha addebitato nulla per spese postali di notifica.

Diversi cittadini ci hanno chiesto che cosa fare a fronte di questa nuova richiesta. Consapevoli della responsabilità che ci compete quali rappresentanti della comunità, ci sentiamo in dovere di dare le informazioni che seguono.

Permangono, rafforzati sulla base di recenti sentenze di Commissioni tributarie, tutti interi i dubbi circa la legittimità della riscossione di questo tributo. Coloro che condividono tali valutazioni possono opporsi alla richiesta di pagamento attraverso due strade che possono essere percorse contemporaneamente:

  • l’invio all’Amministrazione Comunale, sulla base del principio dell’autotutela, di una formale richiesta di revisione della decisione assunta;
  • il ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Pavia.

 

Entrambi questi due strumenti devono essere esercitati entro il termine di 60 giorni dalla data di notifica della  richesta, avvenuta nei giorni immediatamente prima di Natale; pertanto il termine di scadenza si aggira attorno al 21 – 24 febbraio.

 

Entro lo stesso termine l’importo della tassa va comunque pagato, a meno che la richiesta di revisione presentata al Comune non sia stata accolta; la presentazione del ricorso, infatti, non interrompe i termini di pagamento e la decisione della Commissione Tributaria viene certamente presa oltre la scadenza del termine dei 60 giorni. Resta inteso che, in caso di accoglimento del ricorso, il Comune dovrà rimborsare il contribuente che ha resistito.

 

Nel decidere se presentare ricorso, il cittadino deve comunque tener conto che il parere della Commissione tributaria dipende dalle soggettive valutazioni dei giudici e pertanto l’esito positivo non è in alcun modo garantito.

 

I consiglieri della Lista Vivi Castello sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento nonché per fornire la documentazione raccolta e ogni utile informazione per l’eventuale opposizione. A coloro che hanno sostenuto, sbagliando, che la Lista Vivi Castello invitava i cittadini a non pagare la TARSU 2005, rispondiamo dicendo che abbiamo ritenuto nostro dovere informare compiutamente i cittadini dei loro diritti e dei termini esatti della questione lasciando a ciascuno la valutazione circa i passi conseguenti.

 

Nello stesso spirito, informiamo che, per quanto riguarda gli avvisi bonari consegnati nelle scorse settimane relativi alla TARSU 2006, coloro che intendono attendere la richiesta formale di pagamento lo potranno fare senza incorrere in multe ed interessi di mora. Alla consegna della richiesta formale è consigliabile pagare entro i 60 giorni senza alcun ricorso, anche se saranno comunque trascorsi più di tre anni (!) dall’anno per il quale è dovuto il tributo, poiché la legge finanziaria 2007 ha cambiato il quadro legislativo e la richiesta del Comune potrebbe essere ritenuta legittima. Andranno comunque perduti, causa l’imperdonabile inerzia del Comune, i tributi dovuti da soggetti – soprattutto aziende – nel frattempo trasferiti, falliti o altrimenti insolvibili.

Buone feste!

dicembre 21st, 2009 Articolo scritto da admin

Segnalazione sullo smaltimento di rifiuti voluminosi

dicembre 11th, 2009 Articolo scritto da admin

Abbiamo ricevuto (il 5 dicembre) la seguente segnalazione che pubblichiamo, augurandoci che gli esponenti della Giunta che intervengono frequentemente sul nostro sito vogliano rispondere.

Trascriviamo testualmente:

“Vorrei sapere come mai il cassone per la raccolta di rifiuti voluminosi non viene più messo. Sono forse io che sono poco informato o forse è stato messo da qualche altra parte ? Se così fosse perché il cittadino non viene adeguatamente informato ? Viene sprecata tanta carta per mandare gli auguri, si potrebbe usarla per fare informazione più utile. Grazie.”

Consiglio del 27 Novembre: occasione mancata?

novembre 30th, 2009 Articolo scritto da admin

Venerdì 27 novembre, la maggioranza consiliare ha votato per utilizzare parte dei fondi provenienti dalla vendita della Farmacia e dall’avanzo di amministrazione per estinguere 7 mutui aperti in passato, con la motivazione di ridurre i ratei di rimborso mutui, liberando risorse per fare fronte alla spesa corrente.

La minoranza ha votato contro perché ritiene che questa somma (circa 280.000 euro), unita alla restante parte del ricavo della farmacia e al possibile introito derivante dalla vendita dei laghetti (per un totale di oltre 750.000 euro) potrebbe rappresentare un’occasione forse irripetibile per realizzare investimenti che, oltre ad accrescere il patrimonio comunale, ormai ridotto a ben poco dopo le vendite di questi ultimi anni, potrebbero anche diminuire la spesa corrente, e in modo permanente.

Si potrebbe ad esempio esaminare la possibilità di acquistare il palazzo comunale, che non solo è in affitto, ma lo è con un contratto che prevede anche la manutenzione straordinaria a carico del Comune, cosa che ci costa quest’anno 15.000 euro.

L’estinzione dei mutui determinerà una minore spesa di circa 19.000 euro all’anno, ma se l’Amministrazione non metterà mano alla riorganizzazione del bilancio sia dalla parte delle entrate (110.000 euro di imposte dichiarati persi nel bilancio 2009 ed altri 350.000 di “dubbia esigibilità”) sia dalla parte delle spese, si potrà continuare a far fronte alle spese correnti solo grazie agli introiti straordinari derivanti dalla vendita delle proprietà; e fino a quando questo sarà possibile ?

Sembra alla minoranza che manchi a questa Amministrazione una visione di lungo periodo, che le decisioni vengano prese sulla spinta dell’emergenza (dobbiamo far quadrare i conti) o comunque sulla base della “filosofia del giorno per giorno”. Ma potrebbe anche essere un’impressione dettata dal fatto che la minoranza viene accuratamente tenuta all’oscuro di qualunque programma (ammesso che ce ne siano) e di qualunque decisione: è giusto questo ? Specialmente trattando si di una minoranza che rappresenta poco meno della metà del paese ?

Dal canto nostro ribadiamo anche in questa sede, come abbiamo ripetutamente fatto in Consiglio Comunale, la nostra disponibilità ad esaminare insieme problemi e possibili soluzioni di questo nostro paese.

Qui sotto l’intervento del capogruppo della minoranza al Consiglio:

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Risposta a Informa Castello

novembre 18th, 2009 Articolo scritto da admin

Prendiamo atto con piacere che il tono dell’ultimo numero di Informa Castello è più pacato e centrato sulla sostanza dei problemi piuttosto che sulle polemiche personali e ci auguriamo vivamente che queste vengano definitivamente e completamente accantonate.

Si risponde alle nostre critiche (preferiamo chiamarle così, piuttosto che “accuse”) citando molti numeri (ma i numeri, si sa, si prestano a diverse interpretazioni) per difendere le scelte della maggioranza consiliare. Di seguito le nostre osservazioni, solo le più importanti, per ragioni di spazio.

Mancato recupero dei crediti tributari.

Si dice che la colpa del mancato recupero dei crediti tributari sia da ricercare nelle lentezze dell’Esatri e nel fatto che vari contribuenti non pagano perché hanno fatto ricorso ed altri sono falliti o spariti nel frattempo.

  • E’ vero che buona parte del credito non riscosso è dovuto al fatto che il Comune non ha predisposto i ruoli necessari per consentire all’Esatri di riscuotere la Tarsu per gli anni 2005 e 2006 né per riscuoterla direttamente per gli anni 2007,2008,2009?
  • E’ vero che l’aver richiesto il pagamento della Tarsu 4 anni dopo, ha reso più problematica, e spesso impossibile, la riscossione in particolar modo per coloro che si sono trasferiti e per le ditte che nel frattempo sono fallite?
  • E’ vero che il recupero dell’ICI non pagata, affidata ad una ditta, si è rivelato un colossale fallimento per cui, oltre ad essere stati sommersi da richieste di revisioni e di ricorsi, abbiamo versato alla ditta tutto quanto il Comune aveva recuperato (circa 200.000 euro) e siamo in causa (con conseguenti spese legali aggiuntive) perché la ditta ne pretende ancora?

Laghetti Zermagnona

Si dice che la maggioranza è accusata di non essere in grado di gestire gli affitti. In realtà la critica riguarda i Laghetti e la ribadiamo.

  • Quale valutazione dare di una gestione di un bene che incamera solo poco più della metà della rendita stabilita?
  • Perché non vengono conteggiate al passivo la svalutazione del bene (100.000 euro solo negli ultimi 3 anni, secondo le perizie presentate dalla Giunta), le spese legali per le cause chiuse e quelle ancora in corso, le spese di investimento e di manutenzione sostenute, la svendita dell’attrezzatura, i furti e i danneggiamenti subiti?
  • Perché si cerca di far credere che la vendita fosse già prevista e che la minoranza a suo tempo non avesse avuto nulla da eccepire ? E’ vero che i Laghetti erano compresi nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari; ma è anche vero che la redazione di questo documento è un atto dovuto per norma ministeriale e contiene tutte le proprietà non strumentali ai fini istituzionali, senza che questo implichi necessariamente la decisione o nemmeno l’intenzione di vendere; è ovvio che la minoranza non avesse nulla da dire su questo.

Si dice che comunque i laghetti rimarranno lì e che nessuno li porterà via. La realtà naturalmente è diversa: se il futuro compratore decidesse di farne un’area strettamente privata oppure un club per pochi, i cittadini di oggi e di domani di Castello d’Agogna i loro Laghetti li potranno vedere solo da lontano; compresi i fiori di loto che ci hanno allietato nelle fotografie esposte qui e là da consiglieri della maggioranza per far credere che tutto andava nel migliore dei modi.

Bilanci Comunali

Ci sembra corretto fare osservare che le aumentate spese per illuminazione pubblica derivano anche dai nuovi punti luce nei quartieri di nuova costruzione: l’espansione territoriale porta introiti sotto forma di oneri di urbanizzazione e di trasferimenti statali ma comporta costi permanenti in termini di servizi, fra cui l’illuminazione.

Per ciò che riguarda le spese scolastiche, esse sono inevitabili e tutti i Comuni le sostengono. Ci sembra anche improprio sottolineare che le spese sono la conseguenza dell’impegno del Comune per mantenere le scuole in paese. Su circa 80.000 euro, la metà si riferisce al trasporto degli alunni delle medie. Verrebbe al contrario da dire che, essendo più alto il numero degli alunni delle elementari, se li avessimo dovuti trasportare fuori paese il costo sarebbe stato ancora più alto; tenere aperte le scuole ha rappresentato un vantaggio economico per il Comune.

Altra abituale lamentazione è quella dei tagli dei trasferimenti dallo Stato: ma si tratta di 6100 euro nel 2009. Si tratta di poca cosa anche per un piccolo Comune come il nostro.

Circa le operazioni immobiliari intraprese, permane la nostra contrarietà rispetto ad un consistente investimento, 335.000 euro, per la realizzazione del campo di hockey su terreno di privati: il bene ritornerà alla proprietà dopo 15 anni, eventualmente rinnovabili per altri 15, e l’investimento del Comune sarà perduto.

Per quanto riguarda l’indebitamento del Comune facciamo notare che la minore consistenza delle rate annuali che il bilancio comunale deve pagare deriva solo in parte dall’estinzione di mutui dopo la vendita del campo sportivo; il resto è dovuto a una discutibile deliberazione che ha stabilito di rinegoziare i mutui allungando i tempi di scadenza. Ciò ha determinato un abbassamento della quota annuale da pagare ma un consistente allungamento dei periodi di pagamento ed un ancor più consistente aumento della somma totale a carico del Comune.

Un’ultima cosa: a proposito di osservazioni da noi avanzate a suo tempo, ci viene ricordato che “il possesso di beni immobili comporta l’onere della manutenzione straordinaria”. Perché questo stranamente non si applica alla sede del Comune ? Perché abbiamo firmato un contratto che obbliga il Comune a provvedere a tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria ? Dovesse succedere qualcosa di grave alla struttura, il Comune, anche se incolpevole, sarebbe costretto a ripristinare il tutto a sue spese. E’ una mossa saggia ?

Per finire:

Come si intende investire i 750.000 euro che si spera di incassare dalla vendita della Farmacia e dei Laghetti ? Non è il caso di coinvolgere la minoranza in queste decisioni, invece di metterla sempre davanti al fatto compiuto ? Vogliamo per una volta dar seguito alle promesse di trasparenza fatte in campagna elettorale ?

Requiem per i Laghetti Zermagnona

ottobre 30th, 2009 Articolo scritto da admin

Ieri Consiglio e conclusione della vicenda: la maggioranza ha votato compatta, anche se qualche consigliere è apparso imbarazzato, per la vendita dei Laghetti, senza neanche spiegare in modo convincente perché questa vendita si renda necessaria. Vedremo chi sarà il compratore.

Di seguito l’intervento del collega consigliere Giuseppe Zucca che ha vissuto da vicino (è stato anche Presidente della Pro Loco) tutta la vicenda.

Inutilmente cerco di vivere questo momento con freddezza e distacco.

Stiamo scrivendo, fortunatamente con responsabilità diverse, una pagina triste e assai negativa per il nostro paese.

Con la decisione di vendere i laghetti, infatti non compiamo semplicemente una scelta di natura economica che determina l’impoverimento del patrimonio comunale (sottolineo comunale, nel senso di patrimonio comune fra tutti i cittadini).

Noi oggi scriviamo definitivamente la parola fine ad un progetto, o forse ad un sogno che, partendo da Natalino Corbella ha toccato decine e decine di persone coinvolgendole in un’impresa che si conclude questa sera.

Questo progetto era in realtà una doppia scommessa: trasformare tre enormi buchi, che per scelte imprenditoriali non condivisibili, si erano formati nel nostro territorio in un’oasi naturalistica e ricreativa di particolare bellezza e nel contempo raggiungere questo risultato non basandosi sulle casse comunali ma soprattutto sull’impegno personale e diretto della gente che metteva a disposizione tempo, fatica ed anche soldi.

Fu con l’associazione pescatori, poi con la stessa nell’ambito della Pro Loco ed infine direttamente con la Pro Loco  che questo impegno è proseguito per 20 anni con il sostegno dell’Amministrazione Comunale che condivideva gli obiettivi.

In 20 anni i tre buchi si trasformarono in un complesso, i laghetti di Castello d’Agogna, apprezzati dalla gente del paese e della Lomellina, che ha rappresentato un considerevole valore in capo alla comunità. Nel 2003 si decise che tale formula non fosse piu’ adeguata e che l’area dovesse trasformarsi in un bene produttore di reddito per le casse comunali. Le premesse c’erano tutte: un’area in ordine, servita da supporti adeguati e da un’attrezzatura valida e un’alta redditività garantita da una folta clientela stabilmente acquisita.

I risultati di questi ultimi 6 anni sono impietosamente descritti nelle premesse della delibera che ci apprestiamo a votare e che vengono esposti per giustificare la vendita.

Data in concessione alla Ewabe nel 2003, a un’iniziale regolarità dei pagamenti, seguì una crescente difficoltà nei versamenti e una minaccia di chiamata in giudizio a cui il Comune rispose con un concordato che ha comportato la rinuncia da parte del Comune a circa 40.000 euro di crediti.

Seguì un lungo periodo di chiusura in cui ci furono danneggiamenti e furti, si passò ad una concessione alla ditta A&A e qui il periodo di regolare pagamento del canone fu assai più breve e ben presto il credito vantato dal Comune fu notevole. Con questa ditta il contenzioso è ancora in corso e non si può ipotizzare l’esito della causa per diverse decine di migliaia di euro.

Infine si decise che fosse da preferire l’affittanza anziché la concessione perché tale formula consentiva una maggiore capacità del Comune di difendere i propri interessi.

L’area è stata quindi affittata ma, la delibera lo riporta chiaramente, i pagamenti sono stati regolari solo all’inizio e poi il credito del Comune si è fatto via via piu’ grande inutilmente tamponato da un accordo che prevedeva il rientro del debitore, non rispettato.

Quindi ancora mancanza di ricavi per il comune.

Questa è la storia dei nostri Laghetti che credo giusto lasciare agli atti.

Ma vorrei finire con un’ulteriore considerazione ed un’osservazione.

La stima perizia presentata questa sera indica in 350.000 euro il valore dell’area. Tale stima risulta di 100.000 euro inferiore ad una precedente stima del 2006. In 3 anni il valore del bene si è deprezzato del 22%.

Ma se confrontiamo la stima del 2006, fatta nel periodo di chiusura dell’impianto fra le prime due gestioni, ed il 2003, data di pieno sviluppo dei laghetti, possiamo immaginare un ulteriore, notevole deprezzamento rispetto al valore iniziale del bene tenuto conto soprattutto, e di questo non si parla nelle perizie, del verticale crollo di clienti dell’area.

Ed allora ai consiglieri di maggioranza che disperatamente cercano di dimostrare che le scelte fatte hanno consentito di incassare una notevole somma, occorre far notare che ben più consistenti risultano le voci nella colonna delle passività: i mancati introiti stabiliti da regolari contratti (certamente oltre 100.000 euro), la perdita di valore dell’area (vedi perizie), le spese legali sostenute e quelle che ancora dovremo sostenere, le spese di investimento e di manutenzione effettuate, la sottrazione di attrezzature e i danneggiamenti subiti.

Solo chi non voglia riconoscere la realtà può sostenere che la scelta fatta da questa amministrazione si è rivelata valida e frutto di scelte competenti.Comunque se qualcuno ci fosse, non ha che da leggere le premesse della delibera che verrà votata.

Infatti, in parole povere ma chiare, si dice che essendo fallito ogni tentativo di far rendere i Laghetti, l’unica soluzione che resta è la vendita.

E’ la certificazione sincera, ne diamo atto, di un fallimento annunciato che la Giunta chiede a tutti noi questa sera di sottoscrivere.

Noi a questa scelta diciamo di no come, ne siamo convinti, la maggior parte dei nostri concittadini.

Termino con un’osservazione più di carattere tecnico che ritengo importante.

Nella bozza di delibera viene chiaramente detto che l’attuale affittuario non ha provveduto al pagamento dei canoni mensili pattuiti né si è attenuto al piano di rientro dei crediti vantati nei suoi confronti sottoscritto con il Comune.

Nel contempo nella perizia di stima emerge come il consistente calo del valore dell’area sia motivato anche dalla lunga affittanza sottoscritta e valida fino al 2014 che impedisce la piena disponibilità del bene.

Quindi l’attuale situazione determina un doppio danno alle casse comunali: il mancato introito degli affitti pattuiti e il deprezzamento dell’area a causa dell’affittanza in corso.

Domando. Perché non si è provveduto alla rescissione del contratto per palese inadempienza dei termini contrattuali sottoscritti eliminando così una delle ragioni che hanno determinato il deprezzamento del bene?

Mi sembra evidente il danno patrimoniale derivante da tale comportamento.

Non voglio aggiungere nulla: a ciascuno le sue responsabilità.

Fatti e misfatti: ancora i Laghetti

ottobre 27th, 2009 Articolo scritto da admin

Si avvicina il prossimo misfatto della Giunta che governa questo paese: giovedì 29 ottobre alle 21 riunione di Consiglio per decidere di porre in vendita i Laghetti Zermagnona. Sordi a qualunque obbiezione, gli esponenti della maggioranza proseguono sulla loro strada. Ma i Laghetti appartengono a tutti, e in special modo ai volontari che hanno contribuito così tanto a crearli.

La minoranza pone domande precise a nome della cittadinanza:

  • la vendita della quota di maggioranza della Farmacia ha procurato 400.000 euro, possibile che non bastino, insieme a tutte le altre vendite, per far quadrare il bilancio 2010 ?
  • la valutazione dei Laghetti è oggi 350.000 euro; era 450.000 all’inizio del 2006, 600.000 (questa però era una stima solo verbale) nel 2003; stando alla perizia, oggi è così bassa perché il mercato immobiliare è depresso e perché sono affittati; ma allora perché vendere in condizioni così sfavorevoli ? Oltre ai problemi che già conosciamo forse il bilancio del Comune nasconde qualcos’altro ?

Ma vogliamo una risposta dal Sindaco o da un esponente della Giunta, non da un pur autorevole consigliere di maggioranza che non è – o non dovrebbe – essere convolto nel governo del Comune !

E, riprendendo l’ultimo commento del collega consigliere Giuseppe Zucca: ma perché solo il nostro paese si trova nella necessità di liquidare tutto il vendibile ? Che maledizione ha colpito Castello d’Agogna ?

Allegato l’appello dei consiglieri di minoranza ai colleghi della maggioranza perché non si rendano complici del misfatto.

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Consiglio del 13 ottobre 2009: rinvio per i Laghetti

ottobre 14th, 2009 Articolo scritto da admin

Seduta “calda” e rinvio dell’esame della delibera di vendita dei Laghetti di Zermagnone. La Giunta si era infatti “dimenticata” di allegare alla bozza di delibera la documentazione indispensabile per valutare la decisione: in particolare le perizie sul valore del bene. Di qui la questione pregiudiziale avanzata dalla minoranza in base all’art.42 del Regolamento e l’inevitabile rinvio ai sensi dell’art.32 (deposito degli atti).

E’ stato però possibile ascoltare il Sindaco illustrare la delibera: si vendono anche i Laghetti, dopo la Farmacia, non per realizzare qualche particolare progetto (ad esempio per comprare la sede del Comune, ora in affitto!) ma per fare cassa, per poter quadrare il bilancio 2010, per tappare i buchi. E questo dopo aver accumulato 1.354.000 di residui attivi – cioè crediti non incassati – di cui 800.000 di tributi e imposte !

Momenti di tensione quando è stato citato un volantino distribuito dalla minoranza nel quale si accusa la maggioranza di incapacità amministrativa; ma che altro si può dire di fronte a una sitazione di questo genere ? Un Comune che deve vendere tutto il vendibile per evitare una bancarotta causata dalla propria incapacità di incassare quanto gli spetta ? Chi è responsabile se non gli amministratori ?

E’ eticamente ammissibile che una Giunta eletta per una manciata di voti (15) prenda una decisione di questo tipo – di cui non c’era traccia nel programma elettorale – senza consultare i proprietari dei Laghetti, e cioè i cittadini ?

Una nota di colore quando il capogruppo di maggioranza, rivolgendosi al capogruppo di minoranza, ha detto che se avesse avuto un fucile e la legge l’avesse permesso, gli avrebbe sparato. Testuale. Naturalmente non si trattava di una vera minaccia (si spera), ma è tuttavia un’interessante testimonianza dello stato d’animo e della serenità di questa persona.

Cliccando qui sotto è possibile vedere il volantino incriminato:

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Il Piano di Governo del Territorio

ottobre 8th, 2009 Articolo scritto da admin

Tutti abbiamo ricevuto l’astruso questionario verdino e ci siamo domandati che cosa farne. Mi correggo, quasi tutti, il Comune dovrebbe rivedere l’elenco dei destinatari delle sue comunicazioni, perché ci risulta che alcuni concittadini non le ricevono.

Si tratta di un mezzo, a nostro avviso inadeguato, per coinvolgere, come richiesto dalla legge regionale 12/2005, i cittadini nella definizione del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Che cos’è il PGT ? E’ un nuovo strumento urbanistico che ha sostituito il Piano Regolatore e ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio comunale.

Il PGT introduce importanti novità, fra le quali la partecipazione: l’Amministrazione Comunale è tenuta a informare che il processo di stesura del Piano è iniziata; cittadini ed associazioni possono formulare proposte in merito. E le proposte – come riportato sul questionario – devono essere presentate entro il 10 novembre

Poiché la questione è abbastanza oscura per molti e il questionario fatto circolare dal Comune di per sè non è molto illuminante, il capogruppo di minoranza Ciarlo ha scritto al Sindaco chiedendo la convocazione di un Consiglio comunale aperto o di un’Assemblea pubblica che consenta di informare i cittadini sul significato del PGT e di rispondere alle loro domande, dichiarandosi disponibile a collaborare per il successo della riunione. La risposta del Sindaco è allegata, per leggerla, cliccare qui sotto.

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In sostanza, ci viene comunicato che il Comune non si è ancora mosso per difficoltà finanziarie e che incontri ed assemblee pubbliche verranno organizzate “non appena affidato l’incarico” ad un professionista (ndr) “ed avviate le indagini conoscitive”. La lettera afferma anche che sarà possibile prolungare oltre il 10 novembre la data entro cui poter presentare proposte e osservazioni.

Aspettiamo fiduciosi.

Consiglio del 30 settembre 2009

ottobre 1st, 2009 Articolo scritto da admin

All’ultimo momento ammissibile per legge, ecco l’appuntamento annuale per l’esame del rendiconto consuntivo dell’esercizio 2008: che cosa ha incassato e che cosa (e come) ha speso il Comune.

Sono stati riscossi 1.388.000 euro e ne sono stati spesi 1.344.000 con un avanzo di 44.000 di cui però soltanto 8.000 disponibili (non vincolati). Questo al 31 dicembre 2008; quanto al 2009, è già noto che una parte, pur piccola, del ricavato della vendita della quota di proprietà del Comune della Farmacia (60%) deve sin d’ora essere utilizzata per ripianare il buco aperto nel bilancio dalla cancellazione di 120.000 euro di crediti di dubbia esigibilità (quasi tutti Ici e Tarsu) che sono stati riconosciuti come ormai inesistenti.

Questi crediti (residui attivi, come si chiamano ufficialmente) sono il vero problema dei conti del Comune: 1.354.000 euro, pari praticamente a un anno di entrate, di cui 800.000 di sole tasse e imposte. Crediti che progressivamente invecchiano e diventano inesigibili. I crediti già definiti di dubbia esigibilità, candidati quindi a una cancellazione più o meno prossima, sono al 31 dicembre 2008 pari a 352.000 euro. Le solite Ici e Tarsu arretrate, e 70.000 euro per il contenzioso sui Laghetti di Zermagnone.

E’ una situazione in progressivo deterioramento dovuta essenzialmente alla scarsa capacità del Comune di realizzare le proprie entrate. Il risultato è il taglio dei servizi e la vendita delle proprietà, a volte seguita da investimenti magari apprezzabili in sè ma di priorità perlomeno discutibile, come ad esempio l’esborso di oltre 150.000 euro per dotare la locale squadra di hockey di un campo di gioco nel territorio del Comune, peraltro realizzato su proprietà di privati.

Fa male pensare che la situazione sarebbe ben diversa se l’Amministrazione Comunale fosse stata capace di riscuotere a tempo debito le tasse e le imposte che gli erano dovute.

La minoranza, nell’esprimere voto contrario all’approvazione del rendiconto ha invitato la Giunta a cambiare politica di bilancio, commisurando le spese alle entrate effettive e utilizzando i proventi della vendita di beni (la vendita del 60% della Farmacia ha consentito di realizzare 400.000 euro) per investimenti che possano diminuire le spese del Comune migliorando il conto economico. Misure rese tanto più necessarie dal fatto che il personale è aumentato di tre unità, con conseguente aumento dei costi fissi, e che si profila anche per l’anno in corso una sostanziosa cancellazione di crediti in sofferenza.